Prima di tutto: il credito si può recuperare?
Un buon recupero comincia da due verifiche. La prima riguarda la prova: contratti, ordini, documenti di trasporto, fatture, corrispondenza. La seconda riguarda il debitore: se ha beni o redditi aggredibili, se è già oggetto di altre esecuzioni, se è un'impresa vicina alla liquidazione giudiziale. Fare causa a chi non ha nulla costa e non rende; capirlo prima è il primo servizio che lo studio offre.
I passaggi
1. Diffida e messa in mora
Una lettera dell'avvocato con un termine per pagare. Interrompe la prescrizione e fa decorrere gli interessi; spesso basta a ottenere il pagamento o una proposta di rateizzazione.
2. Decreto ingiuntivo
Con una prova scritta del credito si chiede al giudice un decreto che ordina il pagamento. Il debitore ha quaranta giorni dalla notifica per proporre opposizione; se non lo fa, il decreto diventa definitivo. Quando ricorrono i presupposti (assegni, cambiali, documenti con particolare efficacia, pericolo nel ritardo) il decreto può essere provvisoriamente esecutivo da subito.
3. Precetto e pignoramento
Con il titolo esecutivo si notifica il precetto e si procede al pignoramento più adatto: presso terzi (conti, stipendi, crediti), mobiliare o immobiliare. Vedi esecuzioni e vendite giudiziarie.
4. Se il debitore è un'impresa in crisi
Se il debitore è in liquidazione giudiziale non si può più agire individualmente: il credito si fa valere con la domanda di ammissione al passivo.
Negoziazione assistita e mediazione
Per le domande di pagamento fino a 50.000 euro che non derivano da contratti tra consumatori e professionisti, prima della causa ordinaria la legge richiede di regola un invito alla negoziazione assistita; in alcune materie (ad esempio contratti bancari, locazioni, condominio) è obbligatoria la mediazione. Il ricorso per decreto ingiuntivo non richiede questi passaggi preliminari.
Per le imprese che hanno molte posizioni
Alle imprese con crediti ricorrenti lo studio propone di lavorare per posizioni: un esame iniziale di tutte le pratiche aperte, una scelta motivata su quali portare avanti e quali no, un aggiornamento periodico su ognuna.
Domande frequenti
In quanto tempo si prescrive un credito?
La prescrizione ordinaria è di dieci anni; molti crediti però si prescrivono in tempi più brevi, ad esempio cinque anni per i canoni e per ciò che si paga periodicamente. Una diffida scritta interrompe la prescrizione.
Il debitore non risponde mai: conviene fare causa?
Dipende da cosa possiede. Prima di spendere si verificano i beni e la situazione del debitore: se non c'è nulla da aggredire, lo si dice subito.
Posso recuperare un credito verso un'impresa fallita?
Sì, ma solo nella procedura: con la domanda di ammissione al passivo al curatore, nei termini di legge.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione del caso concreto. L'incarico dell'avvocato è un'obbligazione di mezzi: l'esito di un giudizio o di una procedura non può essere garantito.