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studioGuglielmoAvvocato · Maglie

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Crisi d'impresa e liquidazione giudiziale

Il «fallimento» oggi si chiama liquidazione giudiziale. Lo studio conosce la procedura dall'interno: l'avvocato svolge incarichi di curatore per il Tribunale di Lecce e assiste curatele, creditori e imprese.

Riferimentid.lgs. 14/2019, artt. 121–239

Un'esperienza vista da tutti i lati

Nelle procedure concorsuali le stesse regole si leggono in modo diverso a seconda di dove ci si trova: dalla parte del curatore, che deve ricostruire il patrimonio e pagare i creditori secondo l'ordine di legge; dalla parte del creditore, che vuole essere ammesso al passivo e capire quanto e quando recupererà; dalla parte dell'imprenditore, che deve affrontare la crisi della propria impresa.

L'Avv. Graziana Guglielmo ha svolto e svolge incarichi di curatore in procedure fallimentari e di liquidazione giudiziale del Tribunale di Lecce, e assiste come difensore curatele nominate da altri professionisti, anche nei giudizi davanti alla Corte di Cassazione. Questa esperienza è al servizio anche di chi si rivolge allo studio come creditore o come impresa.

Il Codice della crisi: cosa è cambiato

Dal 15 luglio 2022 è in vigore il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, modificato da ultimo dal d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136). Il fallimento è stato sostituito dalla liquidazione giudiziale; le procedure aperte prima continuano con le vecchie regole della legge fallimentare. Per questo, ancora oggi, in Tribunale convivono fascicoli «fallimentari» e fascicoli di liquidazione giudiziale, con termini e adempimenti diversi.

Cosa fa lo studio

Per i creditori

  • domanda di ammissione al passivo (insinuazione), tempestiva o tardiva, con la documentazione del credito e dei privilegi;
  • osservazioni al progetto di stato passivo e partecipazione all'udienza di verifica;
  • opposizione allo stato passivo, impugnazione dei crediti altrui, revocazione;
  • domande di rivendica o di restituzione di beni che si trovano presso l'impresa;
  • valutazione delle proposte di concordato e dei piani di riparto.

Per le curatele

  • azioni revocatorie e azioni di responsabilità;
  • recupero dei crediti dell'impresa in liquidazione e giudizi pendenti;
  • difesa nei giudizi di opposizione allo stato passivo e nei giudizi di impugnazione, fino alla Cassazione.

Per l'imprenditore

  • lettura della situazione e valutazione degli strumenti del Codice della crisi, prima che la crisi diventi insolvenza;
  • assistenza quando è stato presentato un ricorso per l'apertura della liquidazione giudiziale;
  • rapporti con il curatore dopo l'apertura della procedura.

Come si comincia

Per un creditore bastano i documenti del credito (contratto, fatture, estratti conto, decreto ingiuntivo o sentenza) e, se è arrivata, la comunicazione del curatore con la data dell'udienza di verifica. Per un'impresa servono gli ultimi bilanci, la situazione dei debiti e gli atti ricevuti. Al primo colloquio si guarda insieme cosa c'è e quali strade sono percorribili.

Domande frequenti

Il fallimento esiste ancora?

Per le procedure aperte dal 15 luglio 2022 no: si chiama liquidazione giudiziale ed è regolata dal Codice della crisi. Le procedure aperte prima restano fallimenti fino alla chiusura e seguono la legge fallimentare.

Chi nomina il curatore?

Il Tribunale, con la sentenza che apre la procedura. Il curatore è un pubblico ufficiale: amministra il patrimonio dell'impresa sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori.

Ho un credito verso un'impresa in liquidazione giudiziale: cosa devo fare?

Presentare la domanda di ammissione al passivo all'indirizzo PEC del curatore, nei termini indicati nella sua comunicazione. Senza domanda il credito non partecipa ai riparti. Trova i passaggi nella guida all'insinuazione al passivo.

Serve un avvocato per insinuarsi al passivo?

La legge non lo impone per la domanda, ma la domanda va scritta bene: deve indicare il credito, l'eventuale privilegio e i documenti. Un errore può far escludere il credito o il privilegio. Per le opposizioni allo stato passivo l'avvocato è necessario.

Quanto si recupera in una liquidazione giudiziale?

Dipende dal patrimonio che il curatore riesce a realizzare e dall'ordine delle cause di prelazione: prima le spese della procedura, poi i crediti privilegiati, poi i chirografari. Nessuno può promettere una percentuale prima della vendita dei beni.

Lo studio assiste anche l'imprenditore in difficoltà?

Sì. Prima si verifica se esistono gli strumenti per superare la crisi senza arrivare alla liquidazione; se la procedura è già aperta, si assiste l'imprenditore nei rapporti con il curatore e con il Tribunale.

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione del caso concreto. L'incarico dell'avvocato è un'obbligazione di mezzi: l'esito di un giudizio o di una procedura non può essere garantito.

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